Radio, televisione e interpretazione: una vita in musica in tutte le sue forme. Intervista a Cécile Prakken.

di Salvatore Sclafani

Cécile Prakken è un punto di riferimento nel campo della produzione e diffusione di contenuti audio/ video di alta qualità nel mondo della musica classica.

Di origine olandese ma italiana d’adozione, presenza fissa a Cremona Musica, attualmente collabora con il canale Stingray Classica, che trasmette in più di quaranta Paesi nel mondo e fa parte del Media Group canadese Stingray. Flautista, giornalista, reporter, conduttrice radiofonica e televisiva, Cécile Prakken è una personalità prismatica, figura rara nel mondo della musica classica. I suoi numerosi e vari progetti sono consultabili sul suo sito www.cecileprakken.com. L’abbiamo intervistata in attesa di incontrarla alla nuova edizione di Cremona Musica International Exhibitions and Festival.

A cosa è legata la sua presenza in Italia?

Dopo i diplomi in Flauto e Didattica della musica al Conservatorio di Maastricht, nei Paesi Bassi, sono stata invitata a Caserta, nel 1988, a partecipare al festival Settembre al Borgo, insieme al chitarrista Antonio Grande. L’anno dopo ho ottenuto un ulteriore diploma in Flauto al Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, e da quel momento non ho più lasciato l’Italia.

Nonostante il diploma in didattica, non pensai di intraprendere un percorso da docente, anche perché ebbi subito l’occasione di misurarmi con il mondo dei media. Sentivo che dovevo crearmi un mio nuovo spazio.

Com’è entrata in questa nuova realtà?

Mi ero trasferita a Como e ascoltavo spesso la radio locale, Radio CiaoComo. Mi accorsi che la musica classica non figurava tra i generi trasmessi, e così decisi di bussare alla loro porta con una proposta. Nacque così il programma “Allegro Vivace”, la mia prima esperienza nel mondo radiofonico. Il programma aveva un buon indice di ascolto, tanto che mi fu proposto, poco tempo dopo, di collaborare con la televisione locale, Espansione TV; ricordo alcuni miei servizi sul Teatro Sociale di Como, il teatro dell’opera della città.

Ho portato avanti questa attività per dieci anni, imparando sul campo il mestiere del fare televisione. All’interno del gruppo di Espansione TV c’era anche un giornale, per il quale mi proposero di scrivere: me ne occupai volentieri, fu una bella palestra anche per la scrittura in italiano e per i tempi stretti in cui dovevo consegnare gli articoli.

Quali competenze ha potuto acquisire grazie all’esperienza televisiva?

Dal punto di vista tecnico, ho imparato come pormi davanti all’ospite e al pubblico, come costruire la domanda e sviluppare una consapevolezza delle tempistiche televisive. A tale proposito, molto formativo, per me, è stato imparare a realizzare un documentario.

Nel frattempo, avevo anche costruito un network: ho sempre ritenuto fondamentale l’agire in rete nel mondo del lavoro e alla fine della mia esperienza in televisione ero riuscita a creare diversi contatti. In Olanda, poi, avevo incontrato la televisione Brava Group, che sarebbe stata acquistata, in seguito, dal Media Group Stingray. Con quest’ultimo ho cominciato una nuova collaborazione, che continua tuttora. Stingray vanta diversi canali di musica, dei generi più diversi: dal jazz, alla classica, alla musica da film. In generale, mi sono sempre occupata di musica classica, anche se, di tanto in tanto, ho avuto modo di dedicarmi a diversi festival jazz, con report e interviste fra l’Italia e la Svizzera.

Ci parli più in dettaglio del suo lavoro per Stingray.

Mi occupo della produzione di video originali, anche se esamino, ugualmente, video che ricevo già realizzati dagli artisti. Il mio compito è quello di decidere quali di essi possono essere messi in onda; in caso positivo, mi occupo delle fasi successive: dall’invio all’emittente, alla procedura amministrativa e contrattuale, per poi iniziare la promozione del video e inoltrare la newsletter.

Ci sono numerosi musicisti talentuosi che possono essere aiutati a emergere, a farsi conoscere, e una emittente come Stingray fornisce un servizio molto efficace in tal senso. Personalmente, sono molto interessata alla promozione degli artisti: in questo momento sto seguendo il quintetto di fiati Briar Rose, tutto al femminile.

Un suo stesso video è presente nella programmazione di Stingray.

Effettivamente, all’inizio della mia collaborazione, ho avuto modo di registrare un video professionale in duo con l’organista Enrico Vicardi. Mi fu richiesto dalla direzione perché ne facessi esperienza diretta, io stessa in prima persona, prima di cominciare a realizzarne per altri musicisti: dovetti studiare diversi aspetti, dal setting, all’utilizzo della videocamera, fino alla gestione dei diritti. Insomma, sperimentai sulla mia pelle il lavoro che offro ai musicisti con cui collaboro e ancora oggi il video viene diffuso nei paesi in cui trasmette Stingray.

In che modo è entrata in contatto con Cremona Musica?

Sono approdata a Cremona Musica proprio grazie a quest’attività; su Stingray, ad esempio, vengono attualmente diffusi video del coordinatore artistico della manifestazione, Roberto Prosseda. In particolare, trovo molto efficace l’idea della Media Lounge, lo spazio che accoglie la stampa, le presentazioni e le conduzioni radio durante la fiera, permettendo l’incontro fra i vari giornalisti invitati: là si tocca davvero con mano la dimensione internazionale della manifestazione. L’estate scorsa, io stessa sono stata invitata a dare una lecture in Svizzera grazie a un incontro fruttuoso nella Media Lounge di Cremona Musica. Penso anche all’incontro con Valentina Lo Surdo, che mi ha poi proposto di intervenire durante il suo seminario Self management per musicisti al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, a novembre 2022. Un’esperienza magnifica!

Lei è, ormai, una presenza abituale della manifestazione.

Sono invitata a Cremona Musica dal 2016: faccio parte del gruppo di giornalisti regolarmente presenti. Nel 2021, poi, ho partecipato attivamente anche a una tavola rotonda. Ogni volta, per me, tornare a Cremona rappresenta un momento emozionante, un’immersione nel mondo della musica a 360 gradi. Cremona Musica incoraggia il dialogo fra la musica di alto livello, non solo classica, e tutti gli aspetti che orbitano intorno ad essa – inclusa la parte commerciale e la dimensione pratica del network. È vero, ormai viviamo pienamente il mondo digitale e gli scambi a distanza rappresentano una realtà concreta; tuttavia, è estremamente importante continuare ad agire nel mondo reale, far incontrare le persone, e Cremona Musica offre questa possibilità per la sua capacità di riunire tanti protagonisti della grande musica, in un periodo breve e intenso, di vibrante attività. Personalmente, considero il week-end di Cremona Musica fra i tre giorni musicali più importanti dell’anno!

Il flauto traverso continua a esercitare un ruolo importante, per lei?

Attualmente, le mie attività professionali sono legate principalmente al mondo della produzione e diffusione di contenuti audio/video di musica classica. Ma sono anche una flautista e considero imprescindibile la pratica musicale. Ho anche inciso due dischi, in passato: Italian duets for flute & guitar con Antonio Grande, e The window to Europe 1697-2013: Dutch and Russian music for flute and piano, con Svetlana Shilovskikh.

Mi sono avvicinata alla musica da bambina: a nove anni cominciai con un corso di solfeggio, e questo nuovo linguaggio mi conquistò subito. Successivamente, decisi di dedicarmi al flauto traverso. La mia famiglia è sempre stata un sostegno, in tal senso.

Ricordo un episodio, durante un viaggio in Norvegia con i miei genitori, quando fui rapita dal suono di un flautista di strada: ancora oggi mi emoziono quando sento, all’interno dell’orchestra, il timbro luminoso del flauto traverso.

C’è un passaggio del repertorio per flauto che predilige?

Penso in particolare all’aria Aus Liebe dalla Passione secondo Matteo BWV 244 di Johann Sebastian Bach, in cui il flauto interagisce con il soprano e due oboi da caccia: lo stesso compositore aveva sottolineato come il flauto fosse capace di creare un contatto fra la terra e il cielo, e in questo passaggio elimina i bassi dall’orchestra, proprio a voler rappresentare musicalmente tale innalzamento spirituale. Una pagina mistica.

@Tutti i diritti riservati in collaborazione con TGmusic.it

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