{"id":34624,"date":"2023-08-18T12:44:39","date_gmt":"2023-08-18T12:44:39","guid":{"rendered":"http:\/\/cremonamusica.com\/il-pianoforte-robotico-intervista-a-edouard-ferlet\/"},"modified":"2023-08-21T12:50:45","modified_gmt":"2023-08-21T12:50:45","slug":"il-pianoforte-robotico-intervista-a-edouard-ferlet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cremonamusica.com\/en\/il-pianoforte-robotico-intervista-a-edouard-ferlet\/","title":{"rendered":"Il pianoforte robotico. Intervista a \u00c9douard Ferlet"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Alessio Zuccaro<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema del rapporto uomo-macchina \u00e8 antico e fecondo: ha ispirato autori del calibro di Isaac Asimov e Philip K. Dick, e prodotto capolavori in ambito letterario e cinematografico. A declinarlo al pianoforte ci ha pensato <strong>\u00c9douard Ferlet<\/strong>, 52 anni, pianista jazz parigino, con risultati sorprendenti: ne avremo un assaggio in occasione della sua partecipazione a <strong>Cremona Musica International Exhibitions and Festival, <\/strong>dove presenter\u00e0 in anteprima il suo nuovo lavoro discografico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel descrivere l\u2019album <\/strong><em><strong>Piano\u00efd <\/strong><\/em><strong>(2021, uscito per l\u2019etichetta Melisse), lei stesso lo presenta come \u201cun futuro possibile del recital pianistico\u201d. Che cosa intende dire?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Piano\u00efd<\/em> affronta la questione del rapporto tra uomo e macchina. I robot nascono per imitare i gesti umani; tuttavia, con l\u2019avanzamento della tecnologia, si \u00e8 verificato un ribaltamento e ora sono gli uomini a rincorrere i gesti robotici, capaci di imprese per noi impossibili. Lo scopo di <em>Piano\u00efd<\/em> \u00e8 mostrare la poeticit\u00e0 del movimento automatizzato. Per esempio, l\u2019essere umano pu\u00f2 suonare lentamente, ma non <em>cos\u00ec lentamente<\/em> come pu\u00f2 fare una macchina, o cos\u00ec veloce, o cos\u00ec forte. Fino ad ora potevamo tentare di colmare il gap con l\u2019ausilio dell\u2019elettronica, ma in <em>Piano\u00efd<\/em> lo facciamo con strumenti acustici, come il piano Yamaha Disklavier ben noto al pubblico cremonese <em>[da diversi anni Cremona Musica dedica un festival e un concorso all\u2019innovativo modello di pianoforte acustico, capace di memorizzare e riprodurre una performance in tutte le sue sfumature, ndr]<\/em>, e questo fa la differenza. Per un compositore, infatti, \u00e8 ora possibile scrivere tutto ci\u00f2 che vuole senza doversi preoccupare della eseguibilit\u00e0 tecnica del suo pezzo. Pi\u00f9 che di un nuovo repertorio, si tratta quindi di una nuova maniera di pensare e comporre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ascoltando la sua musica si possono cogliere molte influenze, da Bach a Philip Glass e Brian Eno. Quali sono i suoi autori di riferimento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono formato nell\u2019ambiente jazz con il sound di Chick Corea, Keith Jarrett, Wynton Marsalis. Quando studiavo a Brooklyn e Boston ero immerso in quella tradizione, ne ero entusiasta, ma \u00e8 stato importante per me tornare alle origini, ai compositori europei. Cerco sempre di non ascoltare troppo i grandi pianisti jazz per poter trovare una mia identit\u00e0 e traggo ispirazione dai colleghi suonando con loro, non semplicemente ascoltandoli. Ma lo stimolo pi\u00f9 grande viene dalle altre arti: leggere un libro o una poesia, ammirare un quadro. Talvolta assisto a uno spettacolo di danza e mi domando come possa trasporlo nella mia musica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8<\/strong><strong> cos\u00ec che nascono le sue composizioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Talvolta mi siedo semplicemente al pianoforte e lascio che le mie dita suonino. Non cerco di fare qualcosa in particolare, di pensare alla melodia o all\u2019armonia, ma solo di essere completamente dentro me stesso. Credo, infatti, che dopo aver suonato per tanti anni il tuo corpo si riempia di musica e gesti, e che basti mettere le dita sul pianoforte per tirare fuori qualcosa di sconosciuto. Per questo motivo registro le mie improvvisazioni: ne escono spunti e invenzioni che non avrei mai concepito per iscritto, e che poi prendono forma in brani veri e propri. Altre volte parto da un pezzo di repertorio (Bach o Mozart, ad esempio) cercando di penetrare l\u2019essenza di una data successione armonica o di una melodia. Oppure compongo direttamente al computer. Amo sperimentare molti metodi creativi, insomma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel<\/strong> <strong>2006 ha fondato un\u2019etichetta discografica, <\/strong><em><strong>Melisse<\/strong><\/em><strong>, con Benjamin Gratton. Che tipo di musica propone?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho voluto dar vita a un\u2019etichetta perch\u00e9, malgrado la grande quantit\u00e0 di lavoro che desideravo condividere, non trovavo aiuto sufficiente per registrarlo e pubblicarlo. Cos\u00ec ho deciso di farlo da solo. Trovo molto interessante il processo di produzione di un album: radunare le persone giuste, pianificare la registrazione, dare consistenza alla musica. A lungo ho cercato di dare una mano ad altri artisti, mettendo a disposizione l\u2019etichetta per consentire loro di preoccuparsi solo dell\u2019esecuzione. Ma si tratta di un\u2019attivit\u00e0 molto dispendiosa in termini di tempo ed energia, e il mio primo obiettivo \u00e8 sempre stato quello di comporre e suonare: perci\u00f2, attualmente produco solo progetti a cui partecipo in prima persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa pu\u00f2 imparare un pianista classico dall\u2019approccio jazz?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penso che sia pi\u00f9 una questione di esseri umani, che di pianisti classici o jazz: talvolta ho incontrato jazzisti dal carattere classico, e viceversa spesso mi sono trovato in grande sintonia ritmica e creativa con musicisti pi\u00f9 tradizionali. Per me, avere un\u2019attitudine jazz significa essere pronti all\u2019imprevedibile, a ci\u00f2 che non ti aspetti che accada. Credo sia una qualit\u00e0 importante anche per un pianista classico, spesso alle prese con strumenti non eccelsi o situazioni poco accoglienti. La principale qualit\u00e0 del jazzista \u00e8 l\u2019improvvisazione, ma non si tratta certo di un elemento esclusivo della musica moderna. Nel periodo barocco, d\u2019altronde, bisognava saper improvvisare su una linea di basso, senza indicazioni di tempo o dinamica; \u00e8 solo dopo il classicismo che tutti questi parametri hanno iniziato a essere messi per iscritto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali sono i suoi progetti futuri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A novembre uscir\u00e0 <em>Piano\u00efd\u00b2, <\/em>la seconda parte del lavoro. Ma ho in programma anche l\u2019undicesimo album del mio trio Viret e il terzo della serie <em>Think Bach<\/em>. Mi piace strutturare progetti a lungo termine, di ampio respiro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Porter\u00e0 qualche novit\u00e0 anche a Cremona Musica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0 la mia prima esperienza nella citt\u00e0 lombarda, dove presenter\u00f2 in anteprima <em>Piano\u00efd\u00b2, <\/em>con l\u2019aggiunta di alcuni brani tratti dal suo predecessore<em>.<\/em> Amo sorprendere le persone, far compiere loro un viaggio musicale. \u00c8 una bella soddisfazione quando, al termine dei concerti, un ascoltatore dice di aver avuto l\u2019impressione di sentire trombe, violini e altri strumenti: anche con una performance puramente acustica \u00e8 possibile vestire il pianoforte di mille timbri differenti. Sar\u00f2 molto felice di poter condividere tutto questo con il pubblico di Cremona!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>@Tutti i diritti riservati in collaborazione con TGmusic.it<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessio Zuccaro Il tema del rapporto uomo-macchina \u00e8 antico e fecondo: ha ispirato autori del calibro di Isaac Asimov e Philip K. Dick, e prodotto capolavori in ambito letterario e cinematografico. 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