Ariana Kim, violin: (un)common thread

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(un)common thread, il nuovo album della violinista Ariana Kim per Saffron Soul – la nuova label della Tiger Turn Records – esplora l’improvvisazione musicale attraverso due prospettive apparentemente
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(un)common thread, il nuovo album della violinista Ariana Kim per Saffron Soul – la nuova label della Tiger Turn Records – esplora l’improvvisazione musicale attraverso due prospettive apparentemente molto distanti: le sonate per violino del XVIII secolo con il fortepiano e la world music con le percussioni.
Sebbene un violino con corde di budello abbinato a una tastiera storica possa sembrare solo un lontano parente di un violino con corde d’acciaio che si accompagna a un tamburo a cornice, Ariana Kim traccia un filo insolito – o forse più comune di quanto si possa immaginare – tra i due.
Partendo da un’analisi approfondita della prassi esecutiva tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo – esplorando abbellimenti, flessibilità ritmica, ornamentazione e improvvisazione nell’ambito del linguaggio classico – Kim e il fortepianista Moseley riguardano a due dei più grandi improvvisatori originali: Mozart e Beethoven.
Se considerati come il celebre “inchiostro”, Mozart e Beethoven ci hanno lasciato partiture che possono apparire come icone di una perfezione immutabile. E quando ci si libera da tale immutabilità – ricordando la libertà con cui gli stessi compositori eseguivano le proprie opere – è possibile scoprire una nuova prospettiva di flessibilità, spontaneità e spirito d’avventura in due dei capolavori del repertorio per violino e pianoforte: la Sonata in si bemolle maggiore, K. 454 di Mozart e la Sonata in mi bemolle maggiore, op. 12 n. 3 di Beethoven.
A fungere da ponte tra le due “facce” dell’album è un’improvvisazione carnatica – uno dei due brani in cui Kim suona da solista – che offre una riflessione ispirata ai suoi studi in India. Con il secondo brano solista, l’artista debutta come compositrice discografica, trasportando quell’(in)solita simmetria nello spazio di un amplificatore vintage e di un pedale looper. Con un balzo nel XXI secolo e fra diverse tappe dall’altra parte del globo, Kim e il percussionista-compositore Shanahan presentano la prima registrazione mondiale di tre composizioni originali di Shanahan, ispirate alle sue radici nella musica folk dell’India, del Medio Oriente e dell’Africa occidentale.
Ogni brano esplora il rapporto tra groove ritmico e melodia, lasciando spazio ad assoli improvvisati su cicli ripetuti di 5, che consentono lo sviluppo motivico e armonico.
A completare l’album ci sono due brani folk provenienti dalla Macedonia e dalla Bulgaria, che esplorano i tempi di 7 e 13 con un lamento malinconico e una danza esplosiva. In ciascuno dei due la struttura offre spazio a momenti di improvvisazione per entrambi gli strumenti.
L’album vuole condurre musicisti e ascoltatori provenienti da contesti diversi in luoghi apparentemente lontani tra loro, alla scoperta di una simbiosi tra il modo in cui la libertà e la flessibilità possono essere immaginate e realizzate attraverso, appunto, un’(in)solita simmetria.
Time
Location
Sala Amati