Da venerdì 02 a domenica 04 ottobre 2026, Fiera di Cremona

Julian Trevelyan, piano recital

03oct15:0016:00TypePianoforteJulian Trevelyan, piano recitalSala Guarneri15:00 - 16:00

Event Details

Franz Liszt — Dalla poesia alla danza

Franz Liszt — Consolazioni, S.172
Six pensées poétiques
N. 1 in Mi maggiore — Andante con moto
N. 2 in Mi maggiore — Un poco più mosso
N. 3 in Re♭ maggiore — Lento placido
N. 4 in Re♭ maggiore — Quasi Adagio
N. 5 in Mi maggiore — Andantino
N. 6 in Mi maggiore — Allegretto sempre cantabile

Franz Liszt — Soirées de Vienne, S.427
Valses-caprices d’après François Schubert
N. 1 in La♭ maggiore — Allegretto malinconico
N. 2 in La♭ maggiore — Poco allegro
N. 6 in La maggiore — Allegro con strepito – Poco allegro
N. 7 in La maggiore — Allegro spiritoso
N. 9 in La♭ maggiore — Preludio a capriccio – Andante con sentimento

Le Consolazioni e le Soirées de Vienne di Liszt offrono due modi molto diversi di guardare al passato. Nelle Consolazioni, la memoria diventa intima e contemplativa; nelle Soirées de Vienne, si trasforma in movimento, colore e teatro. Questo programma segue proprio questa trasformazione: dalla poesia alla danza, dalla solitudine al salotto, dal Liszt più intimo al virtuoso capace di trasformare il ricordo in spettacolo.

Il programma si apre con le sei Consolazioni, S.172, le Six pensées poétiques di Liszt. Già il titolo suggerisce qualcosa di privato: pensieri, piuttosto che esibizioni; ricordi, piuttosto che dichiarazioni. La scrittura è sorprendentemente essenziale e spesso è sufficiente una semplice linea melodica o una progressione armonica per sostenere una straordinaria intensità espressiva.
Le prime due composizioni, entrambe in Mi maggiore, instaurano un’atmosfera intima. L’Andante con moto della n. 1 e il più fluido Un poco più mosso della n. 2 sembrano quasi nascere dalla parola e dal respiro. La terza e la quarta si spostano in Re♭ maggiore, creando la parte più sospesa e introspettiva del ciclo. La n. 3, Lento placido, e soprattutto la n. 4, Quasi Adagio, rivelano un Liszt capace di una straordinaria misura e di un controllo espressivo quasi austero. Sotto questa apparente semplicità si possono tuttavia già percepire idee armoniche e gesti che anticipano il Liszt più radicale della maturità.

Le ultime due Consolazioni ritornano al Mi maggiore. L’Andantino della n. 5 è lirico e sospeso, mentre la n. 6, Allegretto sempre cantabile, conduce il ciclo verso una conclusione più fluida. È particolarmente interessante il rapporto tra le due versioni delle Consolazioni: la prima presenta generalmente una scrittura più densa e pesante, mentre la versione successiva, S.172, raggiunge una maggiore trasparenza e intimità. Anche il carattere schubertiano dell’ultima Consolazione crea un naturale ponte verso le Soirées de Vienne.

Da questo mondo intimo, il programma si apre gradualmente verso Vienna.
Le Soirées de Vienne, S.427, sono le Valses-caprices d’après François Schubert di Liszt. Non si tratta semplicemente di trascrizioni dei valzer di Schubert. Liszt prende il linguaggio delle danze schubertiane e lo trasforma attraverso la propria immaginazione pianistica, ampliando i piccoli gesti del salotto viennese fino a farli diventare qualcosa di teatrale, virtuosistico e, a tratti, quasi orchestrale.

La prima Soirée, Allegretto malinconico, inizia in La♭ maggiore, ma la sua malinconia introduce immediatamente un’ombra sotto l’eleganza della danza. La n. 2, Poco allegro, prosegue questo mondo con maggiore leggerezza e animazione. L’atmosfera cambia radicalmente con la n. 6, Allegro con strepito – Poco allegro. La brillantezza e l’energia ritmica di questo brano rivelano il lato spettacolare dell’immaginazione lisztiana: il pianista come interprete, intrattenitore e mago.

La n. 7, Allegro spiritoso, ci riporta al calore e all’eleganza del La maggiore. Infine, la n. 9, che si apre con il suo Preludio a capriccio e conduce all’espressivo Andante con sentimento, sembra quasi guardare indietro a tutto ciò che è venuto prima. La danza torna a essere memoria: Vienna non è più soltanto un luogo di intrattenimento, ma qualcosa che viene ricordato e trasformato attraverso l’immaginazione di Liszt.

Ho scelto di eseguire questo programma su un Pleyel del 1830, ricostruito da Paul McNulty, perché questo strumento crea un ponte particolarmente affascinante tra i mondi musicali evocati da Liszt e il pianoforte virtuosistico per il quale il compositore sarebbe poi diventato celebre.

Un Pleyel di questo periodo possiede caratteristiche fisiche e sonore molto diverse da quelle di un moderno pianoforte da concerto. La meccanica più leggera, la trasparenza dell’articolazione e la particolare tavolozza timbrica permettono alla scrittura intima delle Consolazioni di parlare con una immediatezza particolare. La capacità dello strumento di far cantare il suono mette in risalto il carattere vocale delle melodie di Liszt, mentre la sua chiarezza permette alle voci interne e ai colori armonici più sottili di rimanere percepibili.

La scelta diventa ancora più significativa nelle Soirées de Vienne. Questi brani guardano a Schubert e al mondo del salotto viennese, un universo molto più vicino, per epoca e sonorità, al primo Pleyel che non al moderno pianoforte da concerto. Su questo strumento, i valzer possono conservare qualcosa della loro intimità e del loro carattere danzante originario, mentre il virtuosismo di Liszt diventa una trasformazione delle possibilità dello strumento, piuttosto che una semplice ricerca di volume e potenza.
Il programma chiede quindi al Pleyel di attraversare diversi mondi: dalla poesia sussurrata delle Consolazioni, attraverso la memoria schubertiana, fino alla brillantezza e alla teatralità della Vienna di Liszt.

Invece di presentare Liszt soltanto come il rivoluzionario virtuoso del pianoforte moderno, questo programma cerca di esplorare il compositore attraverso gli strumenti, i suoni e le memorie che lo circondavano. Il Pleyel diventa così parte integrante del racconto: un pianoforte del salotto ottocentesco che accompagna la musica dalla poesia alla danza, dal ricordo allo spettacolo.

Julian Trevelyan


Julian Trevelyan è un pianista concertista di 26 anni, attivo regolarmente in tutta Europa e nel Regno Unito. Si è trasferito in Francia dopo essersi affermato, nel 2015 e a soli 16 anni, al Concorso Internazionale Long-Thibaud-Crespin, diventando il più giovane vincitore di un premio nella storia del concorso. Successivamente ha ottenuto riconoscimenti in importanti concorsi pianistici internazionali, tra cui il Leeds International Piano Competition, il Concours Géza Anda e l’Horowitz Competition.

Come solista si è esibito nel Regno Unito con la BBC National Orchestra of Wales, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, i London Mozart Players e la Worthing Symphony Orchestra. Ha inoltre suonato con l’Orchestre de Chambre de Paris, l’Orchestre National du Capitole de Toulouse, l’Orchestre de Picardie, l’Orchestre de la Suisse Romande, il Musikkollegium Winterthur, la Tonhalle-Orchester Zürich, la Moscow Chamber Orchestra, la State Academic Symphony Orchestra of Russia, la St Petersburg Philharmonic, la NMA Academic Symphony Orchestra, i Sofia Soloists, I Pomeriggi Musicali, l’ORF Vienna Radio Symphony Orchestra, la Danubia Orchestra Óbuda e la Philharmonie Baden-Baden.

Julian ha realizzato registrazioni con la Vienna Radio Symphony Orchestra, i London Mozart Players e la BBC National Orchestra of Wales. Il primo CD, diretto da Christian Zacharias, è stato pubblicato nel 2022 dall’etichetta Alpha Classics ed è dedicato ai Concerti per pianoforte n. 23 e n. 24 di Mozart. Ulteriori registrazioni sotto la direzione di Howard Griffiths sono previste nel 2025.

Julian è assistente di Rena Shereshevskaya all’École Normale de Musique de Paris “Alfred Cortot”. Ha studiato a Londra con Christopher Elton ed Elizabeth Altman e, durante l’adolescenza, ha fatto parte degli Aldeburgh Young Musicians. Questa esperienza ha alimentato il suo interesse per la musica contemporanea, consentendogli di presentare regolarmente nuove composizioni in prima esecuzione.

È particolarmente impegnato nella valorizzazione delle compositrici e degli autori contemporanei ed è pianista e compositore in residence dell’Ensemble Dynamique.

Time

03/10/2026 15:00 - 16:00

Location

Sala Guarneri

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