Da venerdì 02 a domenica 04 ottobre 2026, Fiera di Cremona

Presentazione del CD Aulicus "Vivaldi: The Four Seasons". Luca Fanfoni, Reale Concerto Ensemble

04oct16:0016:30TypeArchi,PresentazionePresentazione del CD Aulicus "Vivaldi: The Four Seasons". Luca Fanfoni, Reale Concerto EnsembleMedia Lounge16:00 - 16:30

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Le Stagioni “per tutte le stagioni”

Non appena si comincia a pensare che non ci sia più nulla di nuovo da dire sulle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, emerge sempre qualcosa che dimostra il contrario. Per molto tempo è apparso enigmatico il fatto che questo ciclo di concerti rappresenti non soltanto temi e immagini familiari e positive, tratti dalla tradizionale letteratura e iconografia dedicate alle quattro stagioni — gli uccelli in primavera, le brezze in estate, la caccia in autunno, il tepore del focolare in inverno — ma anche, in due concerti, elementi meno consueti e negativi: il caldo eccessivo in estate e il terreno scivoloso sotto i piedi in inverno.

Ricerche molto recenti, che hanno identificato la malattia di cui Vivaldi soffrì per tutta la vita — da lui descritta come una «strettezza di petto» — con la sindrome di Eisenmenger, una condizione derivante da un insufficiente sviluppo dei polmoni alla nascita, chiariscono finalmente la ragione profondamente personale di queste aggiunte: chi soffre di questa patologia risente molto più intensamente degli estremi di caldo e di freddo rispetto alle temperature più miti della primavera e dell’autunno.

La storia, piuttosto complessa, delle Stagioni può essere ricostruita essenzialmente in questi termini. Intorno al 1720 Vivaldi iniziò a comporre i quattro concerti che, una volta completati e riuniti in un manoscritto, furono venduti a uno dei suoi principali mecenati dell’epoca, il conte Wenzel von Morzin, che manteneva a Praga un’orchestra privata. Nella loro forma originaria, gli elementi e i personaggi raffigurati nei concerti erano identificati mediante brevi didascalie.

Quando però Vivaldi decise, in una fase ormai avanzata, di dedicare allo stesso Morzin la raccolta a stampa dell’op. 8 (1725), si rese conto della necessità di conferire alle Stagioni un valore aggiunto, per non dare l’impressione di cercare una seconda ricompensa per un prodotto esattamente identico. Le aggiunte consistettero in quattro sonetti composti sui concerti — probabilmente dallo stesso Vivaldi — e in una serie di lettere di richiamo poste accanto ai versi, che permettevano di mettere in corrispondenza le parole della poesia con le note musicali.

Sembra che l’incisore dell’editore di Amsterdam avesse già preparato le lastre con le didascalie originali; fu quindi necessario aggiungervi le lettere di richiamo e gli estratti dei sonetti. Quasi miracolosamente, l’incisore riuscì a trovare spazio per ogni elemento, anche se il risultato finale appare, dal punto di vista grafico, tutt’altro che elegante.

Time

04/10/2026 16:00 - 16:30

Location

Media Lounge

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