Da venerdì 02 a domenica 04 ottobre 2026, Fiera di Cremona

La storia delle radici di tutta la musica moderna: Cremona incontra il Mississippi

Il blues acustico del Delta raccontato attraverso storia, strumenti e concerti: un percorso che intreccia la tradizione afroamericana con la cultura della liuteria cremonese.

Cremona – 11 agosto, 2026 – C’è un momento preciso in cui la musica del mondo ha cambiato direzione. Accade a fine Ottocento, nell’area del Delta del fiume Mississippi, dove la popolazione afro-americana trasforma secoli di sofferenza e emarginazione in qualcosa di immortale: il blues acustico rurale. Da lì nascono, in successione, il jazz, il rockabilly, il rock ‘n’ roll, il pop, tutto ciò che oggi ascoltiamo. Il Cremona Acoustic Blues Meeting torna a quel “punto di origine” domenica 4 ottobre 2026, nell’ambito di Cremona Musica Expo & Festival, la manifestazione internazionale dedicata alla musica e agli strumenti musicali che dal 2 al 4 ottobre porta a Cremona oltre 400 espositori da più di 35 paesi, 200 eventi e più di 1000 artisti tra i padiglioni di CremonaFiere e le piazze del centro storico. “Da lì è iniziata tutta la musica contemporanea”, spiega Alessio Ambrosi direttore artistico dell’Acoustic Guitar Village, che ha coordinato l’evento insieme a Simone Valbonetti e Roberto Menabò, “dalle espressioni di sofferenza della popolazione africana arrivata in condizioni vergognose di schiavitù, con canti e chitarre acustiche, è cominciato un percorso che ha portato al blues elettrico, al jazz, allo swing, al rockabilly, al rock ‘n’ roll, fino alla musica dei nostri giorni.”

Il punto di partenza simbolico di quella storia ha un nome preciso, quello di Robert Johnson, “bluesman del Delta del Mississippi, vissuto negli anni ’20 e ’30 del Novecento e morto a soli 29 anni – ha spiegato il direttore artistico – intorno alla cui figura è cresciuta una leggenda, quella del ‘patto con il diavolo’ in cambio del talento. Le sue ventinove registrazioni, effettuate tra il 1936 e il 1937, hanno costituito una base imprescindibile per intere generazioni di musicisti – ha aggiunto Ambrosi – Muddy Waters, Bob Dylan, i Rolling Stones, Eric Clapton, Jimi Hendrix, i Led Zeppelin”. È l’immagine “più forte tra i primi musicisti di blues – ha continuato – arrivando a sfiorare la leggenda. Portare quella storia a Cremona, la città di Stradivari, è una scelta decisamente contemporanea: “la sofferenza è uno dei motori portanti di grandi espressioni artistiche, e il messaggio del blues, purtroppo, mi sembra quanto mai attuale”, ha precisato,

Il legame con Cremona non è solo geografico. Esiste un filo di continuità profonda tra i liutai cremonesi del Settecento e i musicisti del Delta che costruivano o modificavano i propri strumenti per avvicinarsi il più possibile al suono che avevano in testa. “C’è una straordinaria comune abilità artigianale e una ricerca di sonorità – ha continuato il direttore artistico – dall’idea nella testa al suono desiderato. Nel caso delle prime chitarre acustiche da blues, per esempio, il passaggio dalle corde di nylon e budello a quelle di acciaio era il risultato della ricerca di avvicinare il suono dello strumento alla voce stridula e sofferente del canto.” Diversi secoli, diversi continenti, la stessa ossessione artigianale.

Condividi:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn

Ultime notizie Cremona Musica