di Stefano Prinzivalli
A Cremona nasce l’Electric Sound Village, uno spazio che dialoga con la tradizione che proviene da 5 secoli di storia. Come vede, Franco Mussida, questo incontro tra tradizione e innovazione?
“Lo vedo del tutto naturale. Cremona non è solo una città che ama la Musica, ma la cassa armonica di un territorio che della Musica ha fatto la sua identità. Le tradizioni legate alla liuteria non sono solo storicamente rappresentate dalla genialità con cui si costruivano gli strumenti ad arco, ma più in generale dal lavoro sugli strumenti a corde. Utilizzo una chitarra classica preparata, del cui suono sono innamoratissimo, e so cosa vuol dire ricerca. Ricerca del bel suono, ricerca dell’identità artistica e nella formazione. La parola Innovazione si coniuga appunto con ricerca. A Cremona e dalle vostre parti, la ricerca e l’innovazione non credo siano mai state a dormire in frigorifero… L’innovazione non la vedo solo legata alla tecnologia, pur importantissima, ma anche al lavoro creativo dell’artigiano.
Oggi più che mai ci si deve occupare delle qualità del suono, rendersi e rendere consapevole il pubblico delle differenze tra qualità e quantità. Ricercare e offrire bellezza.”
Il libro che presenterà a CREMONAMUSICA, all’Electric Sound Village il 28 settembre, può essere considerato il libro della sua vita?
“Di una parte della mia vita certamente. Il Bimbo del Carillon edito da Salani è un romanzo autobiografico. Ma con oltre 60 anni di carriera da musicista, di cui più di 40 con PFM. Altri 40 passati a insegnare, formare, creare didattica per una creatura che ho contribuito a fondare con un gruppo di pionieri, il CPM Music Institute, di cui sono tutt’ora Presidente. Ed altri 40 anni di esperienze in ambito sociale, tra carceri e comunità più una quindicina dedicati all’arte visiva e alla letteratura, riassumere tutto in un libro avrebbe rappresentato un’impresa titanica. Cosi ho deciso di non far morire di spossatezza i lettori, scegliendo e descrivendo, tra ciò che ho vissuto, alcune delle esperienze tra le più significative. Ciò che in me ha generato stupore. Incontri di Musica e di amicizia, il tutto raccontato con gli occhi del ricordo e le orecchie del Cuore.. In fondo il libro è una lode, un ringraziamento collettivo, in primo luogo alla Musica.”
Musica e strumento, quali sono le condizioni ottimali per creare e suonare al meglio?
“Creatività ed espressività non possono prescindere dall’identità di chi crea e chi suona. E l’identità di un artista sta nella sua capacità di non perdersi nel mare di un tempo che evolve continuamente, ovvero osservare sempre da tanti punti di vista diversi la sua personale Stella Polare. Ciò che si è da ragazzi non si perde da adulti. Ma se si resta ragazzi ci si perde la bellezza di osservare la realtà in modo coerente con il Cuore dell’adulto e dell’anziano. Voglio continuare a stupirmi non solo a ricordare ciò che sono stato, e poi condividerlo. Credo che le condizioni ottimali per creare e suonare al meglio siano oggi quelle di occuparsi della divulgazione e della crescita dell’intelligenza emotiva individuale. Non è un pensiero astratto. Sperimento soluzioni nuove per me stesso e per i ragazzi che scelgono di fare l’esperienza del CPM. Per gli ascoltatori e gli ospiti di carceri e comunità. Buon futuro a tutti.”















