Da venerdì 02 a domenica 04 ottobre 2026, Fiera di Cremona

La musica che unisce. Intervista alla violinista Midori

di Annarita Garganese

Nata a Osaka nel 1971, Midori ha debuttato giovanissima con la New York Philharmonic sotto la direzione di Zubin Mehta. Oggi alterna la carriera concertistica all’insegnamento alla Juilliard School e al Curtis Institute ed è riconosciuta come una delle più̀ grandi violiniste viventi. Ha inoltre fondato Midori & Friends (New York, 1992) e Music Sharing (Giappone, 2002), progetti che guardano ai bambini e alle comunità̀ prive di accesso all’educazione musicale. Ospite di Cremona Musica International Exhibitions and Festival 2025, Midori riceverà il Cremona Musica Award “Performance Archi”, per la grande maestria tecnica e per l’impegno umanitario che caratterizza da sempre la sua vita. La premiazione è in programma per il 26 settembre alle 17.15 presso la Sala Stradivari.

Che significato ha per lei ricevere il Premio Performance Archi proprio a Cremona, la città dove è stato costruito il suo violino?

Cremona è parte della mia storia personale. Il mio violino, un Guarneri del Gesù del 1734, “ex- Huberman”, viene da questa città, come altri strumenti che ho suonato in passato. Ricevere un premio nella patria della liuteria è emozionante: non lo considero una celebrazione del passato, ma uno stimolo per il futuro e un incoraggiamento a continuare, a esplorare più a fondo l’universo musicale.

Accanto all’attività concertistica, ha dato vita a importanti progetti sociali. Come vive questa esperienza?
Ho iniziato e continuo a essere coinvolto nelle mie organizzazioni non profit e in altri progetti, perché amo condividere la musica con gli altri, soprattutto con coloro che hanno un accesso limitato o nullo alle arti performative dal vivo, come la musica. In questo momento della mia vita, sono anche grato per ciò che ho vissuto. Ho imparato molto, consapevolmente o inconsapevolmente, attraverso queste attività.

Guardando al futuro, quali sono i suoi prossimi progetti artistici?

Amo il repertorio tradizionale tanto quanto le opere moderne e commissionate. Ogni compositore ha un proprio linguaggio. Attualmente ci sono due lavori all’orizzonte che verranno eseguiti in prima assoluta – uno di un giovane compositore americano, Che Buford, e un altro di Detlev Glanert. L’opera di Buford è per violino ed elettronica, mentre quella di Glanert è un concerto per due violini.

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