All’Acoustic Guitar Village sarà esposta una chitarra che porta con sé una storia straordinaria: la Mogar (Monzino & Garlandini di Milano) suonata da Django Reinhardt durante il suo soggiorno a Roma nel 1950.
Questo strumento ha una lunga vicenda segnata da firme incise sulla tavola armonica, tra cui quelle di Renato Rascel, Carlo Pedersoli (Bud Spencer), del batterista Giancarlo Festa e, naturalmente, dello stesso Django.
La storia ci riporta al 1950, quando il chitarrista gitano si esibì per circa venti giorni al night dell’Open Gate di Roma con il Quintette du Hot Club de France, in formazione senza Stéphane Grappelli. Dopo aver rotto la sua Selmer, Django ricevette in prestito questa Mogar dal suo proprietario e la suonò per tutta la durata delle serate. Prima di restituirla incise con un chiodo la scritta “D. Reinhardt”, lasciando un segno indelebile della sua gratitudine.
La chitarra non è rimasta solo un ricordo di quelle serate: compare infatti sulla copertina del disco n.19 della serie “Djangologie” (Pathé Marconi/EMI, anni ’70), autentica “bibbia” della sua produzione. Il lato B del disco, inciso proprio a Roma nel 1950, fu registrato interamente con questa Mogar, dotata di pickup. Nelle immagini di copertina si riconosce chiaramente la firma graffiata sulla cassa, rendendo questo strumento una testimonianza unica del passaggio del maestro in Italia.
La Mogar sarà esposta da venerdì 26 a domenica 28 settembre nella mostra storica “Nuages – La chitarra jazz manouche”, curata dai maestri liutai Leonardo Petrucci e Martina Gozzini. Un’occasione irripetibile per vedere da vicino una chitarra che ha fatto parte della leggenda di Django Reinhardt.















