di Gaia Sokoli
Cremona Musica International Exhibitions and Festival si conferma anche quest’anno un appuntamento immancabile e ricco di eventi. Tra i più attesi quello con il pianista campano Vincenzo Maltempo, classe 1985, uno dei più acclamati della sua generazione. Maltempo sarà protagonista di un incontro, il 28 settembre alle 14 in Sala Monteverdi, dove presenterà il suo lavoro biografico dedicato a Charles-Valentin Alkan, figura enigmatica del pianismo ottocentesco. A far da contrappunto alle sue parole, eseguirà alcuni brani dell’autore francese, ridando voce a questa musica spesso dimenticata.
Qual è l’aspetto che più l’affascina di questo autore?
Conoscevo già Alkan, ma la passione vera si è formata grazie all’assiduità con cui ho iniziato a frequentare la sua musica, anche grazie alla proposta di Piano Classics di incidere le sue opere. L’aspetto che mi intriga maggiormente è la varietà del suo linguaggio: ogni opera è diversa, frutto di una continua sperimentazione, tanto che risulta difficile racchiuderlo in una definizione univoca. Le sfide tecniche e virtuosistiche presenti nelle sue composizioni sono sempre al servizio di un messaggio musicale profondo. E poi c’è anche un aspetto affettivo: è un compositore a cui sono molto legato e che merita una seria rivalutazione.
Come affronta lo studio delle sue opere?
Richiedono tanto lavoro, senza dubbio. Alcuni brani sono estremamente impegnativi anche dal punto di vista fisico, quindi è necessaria una preparazione accurata sotto ogni aspetto. Altri, invece, sono più brevi e godibili, e permettono un approccio più immediato. Ormai, con l’esperienza, riesco a divertirmi davvero con questo repertorio, nonostante le difficoltà tecniche.
Guardando invece al suo impegno di docente, come vive il ruolo di insegnante e che tipo di spinta cerca di dare ai suoi allievi?
Pur dovendomi muovere all’interno dei limiti imposti dai programmi istituzionali, cerco sempre di incoraggiare i miei allievi a esplorare repertori meno convenzionali. Alkan, in particolare, è un autore che offre una preparazione tecnica straordinaria, utile per uno sviluppo pianistico a tutto tondo. Ma il mio intento va oltre l’aspetto didattico: sento una vera e propria missione nel contribuire ad abbattere i pregiudizi che ancora circondano questo compositore, troppo spesso etichettato solo come un puro virtuoso. La sua musica è ricca, profonda, sorprendente, e credo sia importante avvicinare anche il pubblico di Cremona – e non solo – a questo patrimonio poco conosciuto ma di grande valore artistico.















