di Aurora Anello
Francesca Nesler, classe 1967 e originaria di Roma, è regista televisiva e responsabile del coordinamento dell’offerta musicale per Rai Cultura. Conclusi gli studi in filosofia all’Università di Firenze, nel 1993 comincia a lavorare in Rai come programmista e regista presso la sede di Bolzano, per poi occuparsi dal 1995 di musica in televisione. È autrice di numerosi format innovativi, tra cui “Sostiene Bollani”, trasmesso dal 2011 al 2013 su Rai 3. L’abbiamo incontrata in occasione della sua partecipazione all’edizione 2025 di Cremona Musica International Exhibitions and Festival, dove ha preso parte alla tavola rotonda “Musica classica in tv”.
Come si sposano i suoi studi con la regia televisiva?
Mi sono laureata in Filosofia della matematica, disciplina che ritengo abbia molti punti in comune con la musica. La passione nasce dalla radio, che mi ha aiutato a educare l’orecchio all’ascolto, mentre la Rai mi ha insegnato a “suonare” il mio strumento: la televisione. Nella mia formazione è stato fondamentale l’incontro con la musicista Ninì Perno, che mi ha insegnato come proporre la musica in televisione.
Musica sinfonica oppure operistica, quale regia la fa sentire più “a casa”?
Sebbene il teatro sia il mio ambiente naturale, mi sento più felice nel lavorare alla regia con musica sinfonica. Lì mi sento più libera perché decido come raccontare la storia che intravedo in quella partitura, mentre in teatro la mia creatività deve essere finalizzata a raccontare al meglio quello che il regista teatrale ha già previsto, per non far mancare al pubblico a casa dettagli che potrebbe cogliere solo dal vivo. Quando registro musica sinfonica trovo affascinante catturare i rapporti interni all’orchestra, gli sguardi che corrono tra i musicisti, in che modo il suono attraversa ognuno di loro, così da proporre una visione più originale a uno spettatore che magari non è molto appassionato di musica e preferisce “guardare” piuttosto che “ascoltare”.
Per Cremona Musica 2025 ha preso parte alla tavola rotonda “Musica classica in tv” insieme al noto regista francese Bruno Monsaingeon.
Esatto! Il suo lavoro è certamente un grande punto di riferimento per me, paragonabile a quello che rappresenta Von Karajan nella musica. Monsaingeon è tra le persone che hanno contribuito moltissimo alla trasmissione della musica in televisione e sedermi accanto a lui è stato un onore.















