di Sebastiana Ierna
La Yamaha Corporation, con i suoi 138 anni di storia, è una presenza fondamentale nel panorama musicale internazionale: grazie a una costante attività di ricerca e aggiornamento, propone servizi e prodotti di elevata qualità e apporta continue migliore ai propri strumenti, oltre a collaborare con artisti di grande fama. Ne abbiamo parlato con il 45enne austriaco Simon Oss, di Tschagguns, presente all’ultima edizione di Cremona Musica International Exhibitions and Festival. Residente da quasi nove anni ad Hamamatsu, in Giappone, lavora dal 2013 con l’azienda nipponica,nel reparto vendite di pianoforti e nelle relazioni internazionali.
Può ricordarci com’è nato il marchio Yamaha e quali sono le sue peculiarità?
Tutto iniziò nel 1887, quando il costruttore di pianoforti e organi a canne Torakusu Yamaha fondò la Nippon Gakki Company, Limited. Il nome attuale fu dato in occasione del centenario. Nel 1900 nacquero i primi pianoforti e successivamente la produzione si estese a tutti gli strumenti musicali. Nel 2008 venne acquisita l’azienda austriaca Bösendorfer, rimasta indipendente con la sua manifattura artigianale a Wiener Neustadt, vicino Vienna. Da tempo, inoltre, la Yamaha si avvale di centri di assistenza in tutto il mondo per i pianisti professionisti: nel gennaio 2026 ne sarà inaugurato uno a Parigi dove si potranno provare numerosi pianoforti acustici, tra cui il gran coda da concerto CFX, punta di diamante dell’attuale catalogo. Inoltre, abbiamo 3250 scuole di musica Yamaha con oltre 450mila studenti attivi nel mondo, in cui si utilizza una nostra metodologia originale, che prevede approccio olistico e creativo fin dalla prima lezione.
Da 40 anni il vostro Disklavier ha conquistato l’attenzione dei pianisti di tutto il mondo. Rendendo possibile ciò che, fino a poco tempo fa, sarebbe sembrato pura magia. Ricorda qualche episodio che le è rimasto impresso?
Ricordo la masterclass a distanza tenuta nel 2020 da Cathal Breslin, professore associato di pianoforte presso la School of Music, Dance and Theatre dell’Arizona State University e artista Yamaha Performing Artist, cui parteciparono quattro studenti in tre città cinesi. Era la prima connessione in assoluto di pianoforti Disklavier. Per quanto riguarda l’aspetto creativo, mi viene in mente il pianista-compositore Dan Tepfer, artista Yamaha, che inserisce algoritmi, eseguiti dal Disklavier, nei suoi brani. Infine, ricordo ilconcerto di Elton John nell’Hyperion Theater del Disney California Adventure Park il 25 gennaio del 2013. La sua performance pianistica sul Disklavier fu fedelmente riprodotta in tempo reale su ogni strumento a distanza collegato, mentre l’orchestra di 60 elementi fu vista e ascoltata nei monitor adiacenti. Un’esperienza a dir poco indimenticabile!
Come vede il futuro del connubio fra tradizione e innovazione?
Sono un tradizionalista che si interessa di musica contemporanea; a casa ho un pianoforte piccola coda acustico e un digitale Avantgard Yamaha, oltre a una chitarra elettrica e acustica. La musica è una mia grande passione, ed essere al passo coi tempi significa poter usufruire delle novità tecnologiche che si hanno a disposizione. Uno dei tanti progetti della Yamaha che merita di essere menzionato è Dear Glenn, con l’uso dell’intelligenza artificiale e ispirato allo stile unico dello straordinario pianista canadese Glenn Gould, morto nel 1982 all’età di 50 anni. Il sistema riproduce il tocco magistrale dell’artista, per offrire un’esperienza stimolante e interattiva di co-creazione tra un pianista AI e i musicisti umani. In ultima battuta, la combinazione di competenze, profonda sensibilità e tecnologie avanzate porta a vivere esperienze rivoluzionarie, permettendo lo sviluppo di una nuova e interessante cultura musicale.















