Da venerdì 02 a domenica 04 ottobre 2026, Fiera di Cremona

Alla ricerca dell’autenticità. Intervista al pianista Ruben Micieli

di Lucrezia Liberati

Dedizione, ispirazione e talento sono qualità indispensabili per un musicista, ma ciò che fa davvero la differenza è l’autenticità. Ne è convinto Ruben Micieli, pianista, compositore e direttore d’orchestra originario di Comiso (Ragusa), classe 1997, atteso a Cremona Musica International Exhibitions and Festival 2025.

Ruben, sotto i riflettori per l’imminente partecipazione al prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin 2025 di Varsavia – selezionato tra 642 candidati – è già abituato a palchi importanti e vanta già una carriera di successo, frutto di una personalità matura e sincera.

Negli ultimi mesi ha conseguito il diploma in direzione d’orchestrae e inciso l’album Paraphrases de Salon per Naxos.

Oltre a recital pianistici, è impegnato anche in veste di direttore d’orchestra e di compositore. Come riesce a gestire l’intensa e diversificata attività musicale?

Ho imparato negli ultimi anni a far fluire nella musica tutte le esperienze che vivo. Quello che mi aiuta è ascoltare, lasciar andare e farmi attraversare dalle sensazioni che provo, negative o positive che siano.

Il tempo trascorso lontano dallo strumento mi aiuta a elaborare immagini emotive di alcuni passaggi musicali che al pianoforte tenderebbero ad appesantirsi. Così, anche nella gestione degli impegni, ho imparato ad accettare con pazienza l’elaborazione di uno studio già appreso e consolidato: l’analisi di partiture orchestrali confluisce comunque nell’apprendimento del repertorio pianistico.

Forse, dovremmo talvolta avere la consapevolezza che alcune cose non si possono spiegare e che possiamo soltanto accettarle.

Ha vissuto la particolare esperienza di dirigere e suonare contemporaneamente. Che sensazioni le ha trasmesso?

È un’emozione straordinaria: lo studio diventa più profondo, l’esperienza più completa, ma allo stesso tempo richiede un grande impegno. In un concerto per pianoforte e orchestra, quando si è sia direttore che solista, cambia perfino la fisicità e la gestualità del pianista. È un percorso complesso, che non lascia spazio all’improvvisazione.

Il percorso musicale è spesso fatto di alti e bassi. Cosa la aiuta a trovare sicurezza?

La preparazione ai grandi concorsi mi ha permesso di effettuare uno studio approfondito e padroneggiare il repertorio per veicolare al meglio le mie idee musicali. Ho capito che avere il coraggio di lasciar esprimere la nostra identità ci porta a una serenità indispensabile: solo così possiamo sentirci in sintonia con la musica, creando quella magia che arriva al pubblico.

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