Aspettando il Cremona Band Festival. Intervista ad Andrea Maggioni

di Ruben Marzà

Il suo ingresso nel mondo della musica è avvenuto quasi per caso, dopo che il direttore della banda del suo paese lo ha fermato per strada, invitandolo a studiare uno strumento. Ora Andrea Maggioni, 38 anni di Casalbuttano (Cremona), è presidente del Coordinamento Bande delle province di Cremona e Mantova, nonché direttore dell’Orchestra di Fiati di Casalbuttano e Offanengo. L’edizione 2023 di Cremona Musica International Exhibitions and Festival lo vede tra gli organizzatori del Cremona Band Festival, rassegna dedicata alla musica bandistica in cui numerose formazioni si esibiranno e si confronteranno con una prestigiosa commissione.

Maestro Maggioni, da musicista cresciuto in una banda non posso che festeggiare con lei l’ingresso della scena bandistica nella kermesse cremonese! Come è nata l’idea della rassegna?

Già nel 2015 era stato tentato un primo esperimento, con un concorso bandistico che aveva riunito quasi 30 formazioni da tutto il nord Italia. L’idea, complice anche la parentesi del Covid, non ha avuto ulteriori sviluppi fino a quest’anno: presentiamo il Cremona Band Festival con una formula nuova, pensata per dare ulteriore slancio alla presenza del mondo bandistico a Cremona Musica.

Non si tratta di un semplice concorso, dunque?

Nessuna competizione, solo una preziosa occasione di crescita e confronto. Le bande partecipanti saranno dieci, e ognuna avrà a disposizione un’ora per esibirsi e successivamente ricevere consigli e spunti da una commissione di esperti; verrà poi rilasciata, al termine della manifestazione, una scheda con suggerimenti di lavoro. A tutti i partecipanti sarà poi data la possibilità di visitare gratuitamente la fiera.

Ci può anticipare qualche dettaglio sulle formazioni ospiti?

Tra le più interessanti posso citare Al femminile. La nostra idea di banda, ensemble diretto da Pierangela Mantelli, composto interamente da musiciste provenienti dalle province di Brescia, Bergamo e Cremona. Le altre bande arrivano da ogni angolo della Lombardia. Sarà quindi un’iniziativa a carattere essenzialmente regionale, anche per motivi logistici; abbiamo preferito mantenere ristretto il numero delle bande partecipanti per poter dare a ciascuna il giusto spazio.

Chi saranno gli esperti in commissione?

Avremo l’onore di ospitare tre personaggi di prim’ordine del panorama contemporaneo: lo svizzero Felix Hauswirth, docente in prestigiosi istituti europei e direttore con esperienza internazionale; lo spagnolo Josè Alcácer Dura, direttore del Conservatorio di Moncada; e il marchigiano Luciano Feliciani, compositore, direttore e docente al Conservatorio di Cosenza.

Un’iniziativa preziosa anche per ampliare il pubblico di Cremona Musica, quindi.

Contando una media di 40 bandisti per ogni formazione, e considerando gli accompagnatori, il nostro evento porterà alla fiera diverse centinaia di visitatori: siamo fiduciosi che tutto questo, oltre a diventare un appuntamento consolidato all’interno della kermesse, rappresenti uno stimolo a sviluppare ulteriormente Cremona Winds, la sezione dedicata agli strumenti a fiato.

Qual è secondo lei l’impatto sociale della cultura bandistica?

In base a un sondaggio di qualche anno fa, nella sola provincia di Cremona sono attivi oltre 1200 bandisti, e le annesse scuole di musica contano 600 allievi. Sono numeri importanti, dovuti anche al fatto che il primo approccio a un flauto traverso o a un clarinetto risulta molto più semplice rispetto a quello richiesto da uno strumento ad arco. Nell’area cremonese, quella bandistica è una realtà molto vivace, per quanto il momento attuale non sia certo tra i più felici.

Si riferisce all’impatto della pandemia?

Il Covid ha soltanto amplificato difficoltà strutturali già presenti, e dovute anche a fattori storici e demografici: pensiamo solo allo spopolamento dei paesi, dove nascono sempre meno bambini ed è quindi molto difficile attingere a nuove leve, nel nostro ambito come in ogni altro. Credo si tratti di una problematica diffusa sull’intero territorio italiano.

Lei come si è avvicinato al mondo delle bande?

Tutto è avvenuto in modo molto casuale: il maestro della banda del mio paese, Casalbuttano, un giorno mi incontrò per strada e mi chiese se avessi voglia di imparare uno strumento. Scelsi il sax tenore, per poi entrare in banda; quando avevo 18 anni quello stesso maestro lasciò il suo incarico, e io dopo tre anni di corsi di Direzione a Brescia presi il suo posto. Non era un momento facile, il gruppo si era ridotto a una decina di membri, ma con gli anni siamo riusciti a rimettere in piedi una bella realtà. Dal 2009 abbiamo poi intrapreso una collaborazione con la vicina banda di Offanengo, e da qualche anno le due formazioni si sono unite in un’unica orchestra di fiati: ora il gruppo conta circa 45 elementi e vanta una banda giovanile di 30 ragazzi, numeri che ci consentono di ottenere belle soddisfazioni. Entrambi i gruppi saranno presenti al Cremona Band Festival.

Diffuse in modo capillare in tutta Italia, le bande possono dare a chiunque la possibilità di fare musica e condividerla. Un invito a scoprire questo mondo?

Frequentare una banda significa immergersi in un ambiente unico in cui convivono e si confrontano tutte le generazioni, dal ragazzino al novantenne: a ciascuno di loro offre preziose occasioni di crescita artistica, ma soprattutto umana. Fare musica è un’esperienza totalizzante: qui ho conosciuto tutti i miei migliori amici, e con loro ho condiviso momenti indimenticabili. Ma suonare in gruppo significa anche imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi: qualità tanto rare quanto preziose, soprattutto nel mondo complesso, frenetico e competitivo in cui ci troviamo immersi.

Appuntamento dunque al Cremona Band Festival!

Ringrazio Cremona Musica per l’opportunità che ci ha offerto, e che speriamo rappresenti solo l’inizio di una lunga amicizia. Ci troverete sabato 23 e domenica 24 settembre nell’area fieristica (Palazzetto), pronti a condividere musica e divertimento. Vi aspettiamo!

[in foto: Andrea Maggioni (in piedi a destra) alla guida dell’Orchestra di Fiati di Casalbuttano e Offanengo]

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