di Aurora Anello
Roberto Prosseda, classe 1975 originario di Latina, è uno dei musicisti italiani più attivi e poliedrici nel panorama internazionale. Il suo nome è legato in modo speciale a quello di Felix Mendelssohn, del quale ha inciso l’integrale dell’opera pianistica in 10 CD, dal 2005 al 2015, per l’etichetta Decca.
Pianista, comunicatore e innovatore in musica, dal 2014 è artistic advisor di Cremona Musica International Exhibitions and Festival.
Maestro Prosseda, qual è il momento in cui un musicista può considerarsi ‘all’altezza’ di un palcoscenico?
È una bella domanda! Non esiste un livello assoluto sotto il quale si è degni o non degni di fare musica. Guardando ai grandi maestri, ognuno di loro eccelleva in un certo repertorio; quindi, il mio invito è cercare di non essere “tuttologi”, ma di capire quali sono i nostri punti forti e il repertorio in cui ci sentiamo più a nostro agio. Inoltre, non basta aver vinto un concorso importante per essere ingaggiati: bisogna domandarsi cosa possa interessare a un direttore artistico, perché dovrebbe scegliere “me” piuttosto che un altro.
Forse i concorsi tendono, invece, a uniformare la tipologia di pianisti.
In generale, spesso i concorsi incoraggiano tutti a seguire un certo modello. Ecco perché propongo sempre ai miei allievi di non puntare solo ai concorsi, oppure consiglio di cercare quelli che richiedono un repertorio più affine a loro. È importante incoraggiare la diversità interpretativa, perché è proprio una lettura individuale e personale quella che lascia un segno.
Dal 2014 è artistic advisor di Cremona Musica. Come è entrato in contatto con questa realtà?
All’epoca Cremona Fiere era alla ricerca di un consulente che si occupasse di ampliare il settore dedicato al pianoforte. Il compianto Roberto Furcht, mio caro amico e capo dell’azienda omonima che distribuiva pianoforti in Italia, era un grande animatore della vita pianistica italiana e, conoscendo la mia passione per il networking e l’invenzione di nuovi progetti, mi segnalò. Gradualmente ho cominciato a collaborare con Cremona Fiere, organizzando dapprima solo gli eventi nell’ambito del pianoforte. In seguito, mi hanno proposto di occuparmi del resto, quindi anche del settore archi, delle tavole rotonde e del coordinamento artistico.
Qual è il valore principale, dal suo punto di vista, di una kermesse come questa?
È un’opportunità per far incontrare persone e creare possibilità per tutti, perché è proprio dalla conoscenza del nuovo che nascono le occasioni significative. In un mondo sempre più digitale ritengo che la stretta di mano, il pranzare insieme, l’ascoltare un musicista dal vivo – tutto quello che succede a Cremona nei 150 e più eventi che organizziamo ogni anno – sia qualcosa di importante, che non potrà mai essere sostituito dal virtuale.
Anche quest’anno non mancheranno i Cremona Musica Awards. Chi sono i vincitori?
Per la categoria “Performance”, il premio è assegnato alla grande violinista americana di origini giapponesi Midori, che sarà presente anche per una “open class” in collaborazione con l’Accademia Stauffer. Per quanto riguarda la categoria “Composizione” avremo Francesco Filidei, reduce da un grande successo alla Scala con la sua opera “Il nome della rosa”. Il premio per la categoria “Progetto” va a Franco Scala per l’Accademia Pianistica di Imola, che ha formato tante generazioni di pianisti, me incluso. Infine il premio “Una vita per il pianoforte” è assegnato a Bruno Canino, che, come gli altri premiati, verrà personalmente a ritirarlo.
Grande novità saranno gli appuntamenti dedicati al mondo della ricerca.
Esattamente: in collaborazione con il dottorato di ricerca “Musica Pianistica Italiana”, che curo personalmente al Conservatorio di Rovigo, avremo diversi dottorandi che verranno a suonare musica pianistica di Castelnuovo-Tedesco, Giulio Ricordi, Golinelli, Respighi. Inoltre sarà eseguita musica di autori di raro ascolto come Pizzetti, Montemezzi, Pilati, Felici e tanti altri, comprese varie prime esecuzioni.
Altri eventi importanti da citare?
Sono in programma tanti concerti nella Sala Monteverdi dove si esibiranno numerosi pianisti, tra cui Leonora Armellini, Carlo Grante, Francesco Libetta, Marcos Madrigal, Alessandro Stella, e Vincenzo Maltempo. Per quanto riguarda gli archi, saranno presenti Alessio Bidoli, Luca Fanfoni, Marco Rogliano, Edoardo Zosi, che ci faranno ascoltare pagine rare di autori italiani. Numerose saranno le tavole rotonde: su tutte cito quella dedicata alla musica in tv nella quale sarà presente Bruno Monsaingeon assieme ai responsabili di programmazioni di varie televisioni, e quella in cui si confronteranno i dottorati di ricerca italiani ed esteri nell’ambito performativo. Il 27 sera, infine, si terrà al Museo del Violino una serata di gala dedicata al “Made in Italy in musica”, dove sarà interessante scoprire quanto sia articolato e ricco il patrimonio musicale italiano (dagli strumenti musicali italiani alla musica italiana), con la presenza anche di due grandi nomi della lirica: Marina Comparato e Rosa Feola, che canteranno rare composizioni di compositori italiani: rispettivamente Gordigiani e Piccinni.















