Il chitarrista dei “big”. Intervista a Jeff Pevar

di Stefano Teani

Chitarrista, compositore e polistrumentista americano, Jeff Pevar ha collaborato con i più importanti artisti del panorama internazionale: da Ray Charles a David Crosby, da James Taylor a Steven Still e Graham Nash. Nel 2012 è uscito il suo debutto discografico intitolato From the Core, a cui sono seguiti Grateful Jazz nel 2015 e Just Like Gravity nel 2020. Fondatore del gruppo CPR con David Crosby e James Raymond, è anche produttore musicale; nel suo studio di registrazione lavora a innumerevoli progetti per altri artisti e compone nuove canzoni insieme alla moglie, Inger Nova Jorgensen. All’edizione 2023 di Cremona Musica International Exhibitions and Festival è stato uno degli ospiti di punta dell’Acoustic Guitar Village.

Dalla terra del country alla patria della liuteria: com’è arrivato a Cremona?

Non è stata la mia prima partecipazione: già nel 2019 avevo suonato nell’ambito dell’Acoustic Guitar Village. Rimasi molto colpito dalla fiera e dalla sua capacità di riunire così tante persone di talento. Alessio Ambrosi [coordinatore dell’Acoutic Guitar Village, ndr] è diventato un caro amico ed è stato un grande onore essere di nuovo a Cremona Musica per suonare e parlare di David Crosby, al quale mi lega un’amicizia e una collaborazione che dura da 30 anni.

Una vera e propria leggenda del rock statunitense!

La mia prima esperienza risale al 1993, al tour con lui e Graham Nash: un trio incredibile. Questo ha portato a formare in seguito una nuova band chiamata CPR [Crosby, Pevar & Raymond, ndr], composta da David, suo figlio James Raymond e me. Abbiamo realizzato quattro dischi di nostre canzoni, che nel tempo sarebbero state riconosciute come le migliori dell’intera carriera di Crosby. Ciò ha portato James e me a suonare prima con la band di Graham Nash nel 2002, poi con Crosby, Stills and Nash nel 2004 e 2005, e infine con il gruppo Skytrails di David Crosby intorno al 2017: furono alcuni tra gli ultimi tour prima della scomparsa di David. Venire a Cremona a celebrare la sua musica ha giocato un ruolo molto importante nel mio processo di guarigione dalla triste notizia della sua scomparsa, avvenuta all’inizio di quest’anno. Mi manca molto, eravamo carissimi amici.

Oggi a quali attività si dedica principalmente?

Una cosa che ho capito fin da giovane è stato che, per guadagnarmi da vivere come musicista, dovevo essere il più curioso e attivo possibile. Sono principalmente conosciuto come chitarrista, ma sono anche un interprete, compositore, arrangiatore, polistrumentista, direttore d’orchestra, musicista in studio, tecnico audio e ingegnere del suono: amo la musica da così tanti punti di vista! Dalla scrittura delle mie canzoni alla direzione di progetti musicali di diversi stili, dalla composizione di colonne sonore per film alla produzione della musica di altri artisti; senza dimenticare l’insegnamento. È stato per me un grande onore essere invitato quest’anno a tenere un seminario presso la St. Louis Music School di Roma.

Ci parli un po’ della sua formazione.

Sono un musicista autodidatta. In realtà, ho abbandonato la scuola regolare per dedicare tutto il mio tempo alla musica durante l’adolescenza, e non mi sono mai guardato indietro. Il mio percorso di studi è stato suonare con i migliori musicisti del mondo: ho avuto il privilegio di collaborare con Ray Charles, Crosby, Stills e Nash, Donald Fagen, Bette Midler, Joe Cocker, Odetta, Rickie Lee Jones, James Taylor, Carly Simon, Jimmy Webb, per citarne alcuni.

Qual è il suo rapporto con la musica classica?

Adoro ascoltarla ma non l’ho mai studiata. Magari nella prossima vita!

Quali suggerimenti darebbe a un giovane musicista per la sua carriera?

Come ho spesso detto, non suono solo perché lo voglio. Suono perché devo farlo! La musica è una delle cose più importanti della mia vita, è ciò che mi tiene sano di mente. Suggerirei ai giovani musicisti di trovare lo stesso tipo di passione, poiché dedicarsi alla musica o all’arte è un lavoro a tempo pieno e non per i deboli di cuore. Suggerisco di non ascoltare troppo chi cerca di dirti cosa dovresti fare, ma di trovare la tua strada e ciò che funziona per te e che ti sembra giusto. Ci sono persone che cercheranno di darti consigli su ciò che pensano sia meglio per te: sebbene sia giusto prendere in considerazione ogni suggerimento, alla fine ci sono decisioni che vanno prese da soli, seguendo ciò che ci sembra giusto. Ognuno deve creare la propria realtà, senza prendere troppo alla lettera le opinioni degli altri, ma ascoltando il proprio intuito.

Prossimi progetti?

Sono sempre impegnato nel mio studio di registrazione, lavorando su progetti che mi vengono affidati per registrare dischi di altri artisti. Il mio studio è anche dove scrivo la mia musica e dove compongo con mia moglie Inger Nova Jorgensen: abbiamo in cantiere due album, di prossima uscita. Sono costantemente impegnato con i miei spettacoli e ho numerosi progetti paralleli, tra cui una band chiamata The Gilmour Project, che si esibirà nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti l’anno prossimo, suonando brani dei Pink Floyd. Sto anche lavorando per tornare in Italia il prossimo anno, quando avrò un attimo di tregua dagli altri tour. Mi piace mettermi in gioco su tanti generi musicali e suonare con artisti sempre diversi: mi rende felice. Per chi fosse interessato, consultando il mio sito www.pevar.com è possibile restare sempre aggiornati sulle mie attività… spero di vedervi al prossimo concerto!

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