Da venerdì 02 a domenica 04 ottobre 2026, Fiera di Cremona

Intervista a Simone Galassi – Vintage Rock in Vinile

di Stefano Prinzivalli

Simone Galassi, un musicista con la passione degli strumenti vintage. Come è iniziato tutto?

“Ho iniziato a suonare da ragazzino, fan della grande musica rock della storia partendo comunque dai Led Zeppelin sono stati quelli che mi hanno introdotto alla musica. Ho cominciato a sognare a fantasticare e cercare di poter un giorno suonare quel tipo di musica in quel modo, quegli strumenti e possiamo dire che in parte ci sono riuscito.

Ovviamente accostarsi mostri sacri come Hendrix, Rory Gallagher e altri serve molta umiltà; sono sempre stati i miei riferimenti, prendendo da loro stili, tecniche e senso della loro storia e della loro visione, così da poter far crescere il mio percorso verso l’idea di concepire il fare musica come si faceva in quei tempi, quando c’era ancora una fortissima connessione tra il musicista e l’ascoltatore. Erano tempi in cui c’era molto fermento creativo.

La musica, era un mezzo per arrivare ai cuori delle persone cercando di creare una collegamento e una comunicazione.
Così come si possono usare le parole per descrivere un oggetto, si utilizza la musica per cercare di esprimere un’emozione, trasmettere uno stato d’animo”. Accade quando si interpreta un brano di un altro musicista, quando si ricerca quello sguardo e quella ritmica, quel fraseggio, alcuni link o assoli, ma l’interpretazione e la parte personale emerge sempre.

Per me la musica è un luogo libero dove potersi esprimere e soprattutto potersi scollegare da tutta la quotidianità e tutta la realtà che ci circonda che si vive ogni giorno. Il poter essere trasportati in un’altra dimensione. Ho sempre amato suonare e continuerò a farlo, la musica dei grandi musicisti del passato della storia del rock, ma credo sia arrivato il momento di esprimere e cercare una mia strada dove poter far conoscere e sentire la mia nuova musica.

Cremona, luogo di incontro tra tradizione e innovazione…. serve questo dialogo, mi sembrava un bellissimo connubio perché comunque il linguaggio è lo stesso perché quando si parla di musica è un linguaggio universale, che sia fatto in modo tradizionale in modo innovativo sono due sguardi diversi di intendere un modo di esprimersi.

Sono molto contento di poter partecipare a questa prossima edizione dell’Electric Sound Vilalge, portando comunque un po’della mia “innovazione” considerando che gli strumenti vintage, alla loro nascita hanno comportato una contrapposizione a quelli classici ed acustici”. Diciamo che il concetto d’innovazione riguarda anche noi musicisti che dobbiamo essere in grado di apprezzare, assimilare il passato, ma poi creare e trasmettere la nostra voce, sia per pezzi originali che brani reinterpretati o interpretati a nostro modo.”

Cosa porterai all’Electric Sound Village?

Porterò Innanzitutto il mio disco che sarà proprio fresco fresco di uscita a settembre e ci tengo molto perché ci lavoro da tempo.Ci abbiamo lavorato sopra parecchio utilizzando professionisti di diverse nazionalità. Ho cercato di fare una cosa attuale, con messaggi e vissuti attuali, ma senza smentire la mia passione per la storia della musica e gli strumenti dell’epoca.

Ogni sonorità proviene da strumentazione analogica e strumentazione vintage. Chitarre, bassi, batterie, amplificatori tastiere, effetti, sono stati usati dei Clavinet e degli Hammond.
Porterò dunque una selezione degli strumenti che ho utilizzato per il disco e la presenterò prima delle mie esibizioni; tanta storia dietro la quale, c’è sempre qualcosa da raccontare e soprattutto, farvi ascoltare. Vi aspetto!!

 

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