L’ascolto come strategia dell’editoria musicale. Intervista a Laura Patrizia Rossi di Schott Music
Schott Music, casa editrice fondata nel 1770 a Mainz da Bernhard Schott, è stata la prima ad approdare a Cremona Musica Expo and Festival e portare gli spartiti musicali in fiera nel 2004, grazie a un’idea della cremonese Laura Patrizia Rossi. Dottoressa in lettere, lingue e traduzione interculturale, classe 1964, ha lavorato con Casa Ricordi ed è Representative della casa editrice tedesca per Italia, Spagna e Portogallo dal 1998.
In vista della partecipazione all’edizione 2026, ha condiviso con noi alcuni preziosi insegnamenti, frutto della sua trentennale esperienza nel mondo degli spartiti musicali.
Qual è il segreto della longevità di casa Schott?
Sono necessari tanta volontà e passione, ma soprattutto competenza. L’unione di questi ingredienti genera concretezza e porta a dei risultati che rimangono nel tempo. I settori che lavorano all’interno dell’editoria sono diversificati e altamente specializzati affinché tutto possa funzionare al meglio. Io mi occupo personalmente anche di divulgare i principi dell’editoria musicale e le numerose professioni che ruotano attorno alla musica. Se pensiamo agli spartiti e al diritto d’autore, ad esempio, ci si imbatte immediatamente nel problema della pirateria online. Eppure, sarebbe fondamentale che si imparasse a riconoscere la differenza con un lavoro che è frutto di revisioni e lunghe ricerche di professionisti del settore.
Come si può fare formazione in questo settore?
Attraverso il contatto con i musicisti, ma soprattutto con i giovani studenti che si affacciano per la prima volta al mondo musicale. Iniziando da qui, i ragazzi potranno acquisire il rispetto per gli le professioni del settore e far sì che queste non si estinguano. A settembre lancerò un nuovo format che consiste nella lettura di testi critici con supporto nella traduzione delle note del repertorio musicale scelto. Saper comunicare in lingue straniere è fondamentale per un musicista: così ho voluto unire la mia lunga esperienza nell’editoria musicale con un percorso dottorale in traduzione per consentire agli allievi dei Conservatori di approfondire anche le competenze linguistiche.
Lei è una grande sostenitrice del rapporto della casa editrice con il pubblico. In che modo l’esperienza della fiera cremonese ha influenzato lo sviluppo editoriale di Schott Music?
Grazie a Cremona Musica abbiamo avuto l’idea di sviluppare dei cataloghi interamente dedicati alle trascrizioni per musica d’insieme. Oltre ad appassionati e musicisti professionisti, anche i docenti si avvicinano al nostro stand desiderosi di trovare materiale da poter proporre ai loro studenti. Conversando con loro, negli anni, ho capito quanto fosse importante investire nell’ambito della formazione della musica d’insieme, per il quale non esisteva molta letteratura didattica. L’insegnante deve solitamente arrangiare i brani appositamente per gli studenti. Così, assieme ai miei colleghi, abbiamo dato l’input per la realizzazione di queste collane. Lo trovo un lavoro entusiasmante!














