Da venerdì 02 a domenica 04 ottobre 2026, Fiera di Cremona

Un amore, un destino. Intervista a Daniele Tonarelli

di Gea Sandri

Da bambino aveva un sogno: diventare liutaio, e così è stato. Cremonese, classe 1976, Daniele Tonarelli sa che il suo destino non è scritto nelle stelle, ma scolpito nel legno di una vita. A 9 anni ha scelto di essere artigiano del suono e oggi, a 50 anni, è uno dei liutai più rinomati di Cremona, capitale mondiale della liuteria. In attesa di incontrarlo alla 40esima edizione di Cremona Musica Expo and Festival, in programma dal 2 al 4 ottobre di quest’anno, lo abbiamo raggiunto al telefono per una chiacchierata sugli esordi e le ultime novità. 

Suo padre voleva che facesse il muratore, ma lei ha scelto diversamente. Come si è avvicinato alla liuteria?

La passione per quello che sarebbe stato il mio lavoro è nata tra i banchi di scuola, alle elementari. Il maestro ci spiegava come intagliare il legno con il traforo e io, che abitavo in campagna, ero avvezzo alle attività manuali. In quel periodo iniziai a studiare musica con un liutaio, il maestro Marco Nolli, e nella testa del bambino che non aveva mai visitato una bottega nacque l’idea di creare qualcosa con le mani. Dopo le medie frequentai la Scuola Internazionale di Liuteria e il caso volle che il vicepreside fosse Giorgio Scolari. Lo conoscevo già, perché era stato direttore della banda in cui suonavo la tromba. Insomma, ho avuto modo di accelerare il processo di apprendimento, conoscendo gente del settore in età precoce. Sono nato nella fortuna e ho inseguito il mio sogno, senza arrendermi alle difficoltà. Io credo nel destino e il destino ha creduto in me. Questo mi basta.

Lei partecipa a Cremona Musica da oltre 20 anni. Cosa esporrà in questa edizione?

Sicuramente porterò i miei violini, un modello Guadagnini 1772 e un modello Guarneri “Ole Bull”. Nella scorsa edizione ho esposto un modello Ruggeri, che sarà presente anche quest’anno. Inoltre, vorrei portare degli strumenti che non appartengono alla liuteria cremonese. Ho preparato un modello Pressenda, ideato da colui che è conosciuto come il padre della Scuola piemontese del 19esimo secolo. Cremona Musica è un’occasione per capire quale tipo di suono è più ricercato dai musicisti e un modello differente può infondere curiosità e accrescere la voglia di provarlo. Sarà con noi anche Davide Pizzolato, un giovane e talentuoso liutaio che lavora nella mia bottega da otto anni. 

L’anno prossimo festeggia 30 anni di attività. Se potesse viaggiare nel tempo, cosa consiglierebbe al Daniele del 1997?

Forse direi “meno lavoro e più studio”, ma sono stato talmente fortunato che non posso chiedere altro, né a me stesso né a chi mi stava accanto. All’inizio della mia carriera ero solo un ragazzo di 21 anni, avevo molto da imparare. Il tempo mi ha dato la possibilità di reinventarmi. Adesso creo degli strumenti che uniscono tradizione e innovazione, un mix particolarmente apprezzato dai clienti. In 20 anni di lavoro è bello vedere che l’opinione dei musicisti cresce con te. Non ho hobby: faccio il lavoro più bello del mondo, cosa voglio di più?

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