Da venerdì 02 a domenica 04 ottobre 2026, Fiera di Cremona

Yamaha investe sul futuro. Intervista a Mayaka Nakagawa

di Michela Ianniciello

«La Yamaha è la mia seconda casa». Mayaka Nakagawa, pianista trentunenne originaria di Nagoya, in Giappone, è fortemente legata al marchio che le ha permesso di muovere i primi passi nel mondo della musica. Ha iniziato a tre anni con i corsi collettivi Yamaha e ha continuato con la stessa scuola, che l’ha poi sostenuta con una borsa di studio nel 2014. Il suo palmares include numerosi successi internazionali: dal riconoscimento speciale al concorso Casagrande, al primo posto al Campillos, fino al diploma della seconda fase allo Chopin. Attualmente frequenta l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola studiando con Leonid Margarius e Ingrid Fliter. Il trasferimento in Italia segna per lei una svolta decisiva: «Grazie ai grandi maestri che ho incontrato, sento che la mia musica è diventata più viva e aderente al pensiero musicale del compositore». L’abbiamo incontrata in vista della sua seconda partecipazione a Cremona Musica International Exhibitions and Festival, dove si esibirà in un concerto dedicato a Debussy in sala Stradivari, il 26 settembre alle 16.30.

Può raccontarci delle sue incisioni discografiche? Quale messaggio artistico ha voluto trasmettere attraverso le sue interpretazioni?
Ho realizzato due album con la 2R Digital Classics: il primo presenta un repertorio vario in forma di recital, l’altro è un progetto monografico su Chopin, compositore che giocato un ruolo fondamentale nel mio percorso artistico. È un autore che studio e interpreto fin da giovane, e sento profondamente vicino. Le sue opere hanno una delicatezza straordinaria, ma allo stesso tempo contengono una forza drammatica intensa: questa dualità rende la sua musica capace di rivelare l’intera gamma delle emozioni umane. L’obiettivo, sia dal vivo che in studio, è perseguire la riproduzione più fedele possibile alle intenzioni del compositore.

Oltre al suo ruolo di pianista, si è appassionata anche al mondo della produzione discografica. Com’è nato questo interesse?
Durante la realizzazione del primo album ho avuto l’opportunità di partecipare attivamente all’editing. Dopo questa esperienza Riccardo Radivo, General Manager della 2R Produzioni Multimediali, notando il mio grande coinvolgimento mi ha proposto la formazione in questo ambito. Lo scopo principale del lavoro è aiutare gli esecutori ad avere una resa acustica corrispondente alle loro intenzioni. Nelle mie esperienze in sala mi accorgo spesso della differenza che c’è tra il suono che vorrei creare e quello che viene catturato dai microfoni. Il mio auspicio è poter accorciare sempre più questa distanza.

Può anticiparci qualcosa sui progetti in programma con Yamaha per il 2026?

Sto preparando un album dedicato alla musica francese. L’idea è nata approfondendo il pensiero di Ravel: secondo il compositore francese, attraverso lo studio degli stili del passato possiamo conoscere meglio noi stessi. Ognuno è alla ricerca costante della propria identità, poterlo fare attraverso la musica è una grande fortuna. Ho abbracciato pienamente questa filosofia, e per questo motivo ho scelto di inserire tra le mie incisioni Le tombeau de Couperin, un brano che rappresenta perfettamente questa visione. Ravel utilizza le forme di danza del periodo barocco e le rielabora con il linguaggio armonico della sua epoca, creando un ponte tra passato e presente. La sintesi della raffinatezza francese con la tradizione seicentesca rappresenta per me la quintessenza della ricerca estetica, ed è questa bellezza che vorrei trasmettere ai miei ascoltatori.

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